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Artist

Samuele Arcangioli è un artista che vive e lavora a Varese. Pittore istintivo ma che non concede nulla al caso, Samuele innanzitutto ascolta, si pone in condizioni di meditazione e modella nella materia la presenza che più lo chiama. Mettendo in gioco se stesso e la pittura.

Samuele è convinto che la figura, nell’arte, abbia ancora molto da dire, nell’insieme e nei particolari. In anni di studio e di passioni ha tracciato un percorso pieno di significati, di gran rispetto innovativo. In questa ricerca gli sguardi sono stati il riferimento più importante. La particolarità del lavoro di Arcangioli è evidente fin dalla scelta del supporto pittorico, il legno, materiale caldo con una vita già scorsa. Su queste superfici l’olio e i carboni generano lo spazio e la profondità da cui emergono, attraverso inquadrature taglienti e ravvicinate, sguardi intensi e diretti.

Oltre ad aver fatto numerose mostre personali e collettive, ha partecipato alla 54.BIENNALE DI VENEZIA nell’evento collaterale Neoludica – Art is a game 2011-1966. Lì ha presentato tra gli altri ritratti anche quello di Ada Lovelace (l’inventrice del software, figlia di Lord Byron e della matematica Annabella Milbanke).

La pittura di Samuele è evocativa, asciutta, umana, medianica, semplice nell’apparire quanto raffinata nell’essere.

 

 

 

 

… La particolarità del lavoro di Arcangioli è evidente fin dalla scelta del supporto, il legno recuperato dalle scatole di imballaggio, materiale caldo con una sua vita già scorsa.

Su queste superfici l’olio e i carboni generano lo spazio e la profondità da cui emergono, attraverso inquadrature taglienti e ravvicinate, sguardi intensi e diretti, di leoni e di donne. Sguardi accomunati da una stessa forza comunicativa che sembra essere quella dell’istinto e dell’origine. Non c’è differenza tra uomo e animale, entrambi sono apparizioni che vanno oltre la forma. Questa, infatti, non è delimitata, non è contenuta dalla linea e dal disegno, ma affiora in trasparenza dalla materia come addensamento di luce e ombra.

Un linguaggio pittorico opposto alla tassonomia dei soggetti, quanto di più lontano dalla classificazione dei tipi, un linguaggio che si addentra nella fisionomia dei volti per oltrepassarla, superarla e comunicare un’energia originaria.

La tavolozza è quella del deserto, su questa agiscono i neri per rinforzare, segnare, evidenziare, tenere e trattenere, fissare l’intensità della luce. Volti di donne e di felini in cui traspira e si scatena la purezza dell’istinto, in cui umanità e animalità si incrociano e confondono. Espressioni intense, filtrate dall’oscurità e create dalla forza delle emozioni, sembrano attingere direttamente, per dirla con James Hillman, all’ “anima del mondo e al pensiero del cuore”.

Vittoria Broggini

 

 

 

There are artists who express themselves, and there are artists who simply express. Samuele Arcangioli is a poet of images, as his drawing, distorted between his black painting and his flashes of light, represents an act of “doing” that open the way to new possible interpretations and anticipates new creations. Continuous creations of images, germination of characters, penetrating, clear-cut visions: these are the pillars of his language…

…Samuele’s painting has become increasingly evocative, sober, human, mediumistic, essential on the outside, as it is sophisticated on the inside. Ready-made wooden boards, snatched from their destiny of working material to entrap the Spirit in their veins and voids.

A painter who listens to instincts but does not allow himself to be dominated by chance, Samuele is first of all a listener, one who immerses himself in meditation and moulds his matter in the shape of whatever chooses him. Putting himself and his art into play.

Debora Ferrari